Flavio Ermini

n. 66, Segni del perturbante

«Anterem» giugno 2003

Mi addosso alla sua ombra
raccolgo il suo silenzio tra le mani.
Jaccottet

Ogni processo approfondito di conoscenza non porta che alla scansione di strati sempre più profondi e abissali d’incomprensibilità.

n. 65, Il perturbante

«Anterem» dicembre 2002

Quando la finestra viene aperta
e penetra l’orrore della terra –

Il bambino con due teste
– mentre una dorme, l’altra grida –
grida contro il mondo.
Günter Eich

... da dietro il vetro è in rapporto immediato con il nostro corpo, noi viviamo e subiamo il suo significato, nello stesso tempo s’impone, annulla la distanza ed entra in noi.
Jean-Paul Sartre

n. 64, Antipensiero

«Anterem» giugno 2002

Ora entriamo nella penetrazione,
nel rovescio pungente
di ciò che infinitamente si divide

nel rovescio della pupilla,
nell’estremità terminale della materia
o nel suo unico inizio. 
Valente

n. 63, La poesia pensa

«Anterem» dicembre 2001

Le poème – cette hésitation prolongée entre le son et le sens.
Valéry

La ricerca letteraria si muove tra conoscenza intuitiva e conoscenza concettuale, in un movimento che infrange la differenza dei codici; torna a sospendere la frontalità tra poesia e pensiero; provoca a pensare altrimenti.

n. 62, Grados

«Anterem» giugno 2001

Dài loro annunzio duplice:
di te e di te,
dei due piatti della bilancia,
del buio, che chiede di entrare,
del buio, che consente di entrare.
Celan

n. 61, Poros e Penìa

«Anterem» dicembre 2000

dove i corpi si mischiano, dove
si articolano e si parlano
imparano a parlare
toccandosi con le due mani
Faye

La mano porge e riceve, e non soltanto le cose, porge anche se stessa e se stessa riceve nell’altra mano.
Heidegger

n. 60, Nomothetes

«Anterem» giugno 2000

Nel linguaggio non cerchiamo nulla, piuttosto costruiamo qualcosa.
Wittgenstein

La scrittura è inseparabile dal divenire: scrivendo si diventa nutrice, si diventa animale o vegetale, si diventa molecola.
Deleuze

Ognuno dei passi che il poeta arrischia porta al vivo e originario soggiornare presso le cose, a cogliere la tonalità fondamentale della loro voce, a nominarla.

n. 59, Endiadi

«Anterem» dicembre 1999

Non intendono come da sé discordando con sé concordi.
Eraclito 

Due, sì, sono in due.
Sembra perfettamente naturale ora –
Plath

E credi tu che uno ..., sano di mente o pazzo che sia, abbia
il coraggio di dire sul serio a se stesso, con l’intenzione
di persuadersene, che necessariamente ... il due è uno?
Teeteto

n. 58, Eterotopie

«Anterem» giugno 1999

... un moto molteplice, incerto, confuso, irregolare, disordinato, un ondeggiamento vago ... la varietà, l’incertezza, il non vedere tutto, il potersi perciò spaziare con l’immaginazione riguardo a ciò che non si vede.
Leopardi 

… irregolarità, avvicendamenti. Precipitazioni, intermittenze, collisioni di cose ed eventi, punti di silenzio abissali; rotaie …
Musil 

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