Anche per il 2025 prevediamo almeno 10 novità nelle nostre quattro collane, di cui due opere in Itinera, anche per festeggiare i 50 anni di Anterem, fondata nel 1976, e otto provenienti dal premio Montano.
Campagna Abbonamenti 2025Anche per il 2025 prevediamo almeno 10 novità nelle nostre quattro collane, di cui due opere in Itinera, anche per festeggiare i 50 anni di Anterem, fondata nel 1976, e otto provenienti dal premio Montano. Premio Lorenzo MontanoRicercaSostieni la poesia Indica il Il catalogo generale di Anterem edizioniTutti i tag di Anteremtags in Carte nel ventoNovembre 2007, anno IV, numero 8
Febbraio 2019, anno XVI, numero 42
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Marzo 2011, anno VIII, numero 14
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Gennaio 2010, anno VII, numero 11
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Premio Lorenzo Montano
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Convegno su Montano![]() Sono stati pubblicati da QuiEdit gli Atti della giornata di studio dedicata dalla Biblioteca Civica di Verona e da Anterem a “Lorenzo Montano e il Novecento Europeo. Gli interventi qui riuniti sono di Giorgio Barberi Squarotti, Flavio Ermini, Gio Ferri, Claudio Gallo, Maria Pia Pagani, Tiziano Salari. Curatore degli Atti è Agostino Contò, a cui si deve l’introduzione al volume. Viaggio attraverso la gioventù di Lorenzo MontanoViaggio attraverso la gioventù di Lorenzo Montano viene edito per la prima volta da Mondadori (1923). Successivamente l’opera sarà pubblicata da Rizzoli nella collezione B.U.R. (1959), con un saggio di Aldo Camerino (1901-66). Tale saggio viene riproposto in questa terza edizione, che si presenta arricchita da una biografia e una bibliografia aggiornate, a cura di Claudio Gallo, oltre che da una riflessione interpretativa di Flavio Ermini. La poesia del pensieroIntervista con Flavio Ermini a cura di Antonio Ria Flavio Ermini è stato intervistato da Antonio Ria il 15 gennaio 2013 negli studi di Milano della RSI / Radiotelevisione svizzera – Rete 2. Nuclei centrali dell’intervista sono stati: il suo ultimo libro Il secondo bene (Moretti&Vitali, 2012) e la poetica della rivista “Anterem”. Contenuti più vistiChi è on-lineCi sono attualmente 0 utenti e 2 visitatori collegati.
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Nero seppia![]() ![]() rimangono due mani che vangano la terra un albero gira ed è tutta la preghiera. Vorrei essere semplice nel dire come questo tuo parlare senza colore l’inizio del segno, o solo la sua conclusione. Gli uomini sono nel mezzo. Qualcuno si è allontanato e ci ha lasciati soli i poeti rimangono in un cappotto sono attenti, nella distanza delle mani. Chi è necessario dice ciò che resta e non vuole niente. * Occhi appena detti nella veglia liberarsi dall’incanto della neve delle figure che tornano e pretendono. Non c’è niente che ci renda felici non esiste un canto per onorare tutti: i morti che ci hanno preceduti i vivi che ci hanno accompagnati. Chiudere le porte. Ora basta. Ma i bambini, i bambini in un’aula dove un mondo è possibile, dove i debiti saranno rimessi, i bambini che insorgono e ci chiedono di spiegare il dolore del mondo! * Di questo non voglio niente della casa e del rito degli affetti delle contese e della storia in un luogo dove tutti vivono della chiarezza che pago a peso d’oro. Costruisco ogni volta un senso coi bambini li porto a guardare ciò che saranno e in parte accetteranno: sciocchezze, riti dello stare e del perdersi. Di questo non voglio niente il mondo si ferma e ride di me o in un sogno reciproco ci desideriamo. * Ora sei il poema di me vita finalmente libera sei questo pensiero che ho sognato in segreto il più debole e puro che non ho realizzato: essere prova di sé nell’inganno del mondo o nella sua salvezza nei corpi che chiedono ristoro nelle menti che desiderano una cosa. Ma questo non sarà possibile e niente sarà privo di dolore. “Qui ingannati si sta bene” * ma un po’ lontano io resto in una casa protetta dal contegno mura coatte, distacco e pavimento un po’ in voi e un po’ ancora in questa terra dove fallire è una vittoria. * Ma una parola nuova è solo una promessa sospetto un inizio senza conclusioni per lento soffocamento della parola, una visione che a malapena prende forma. Né sguardo, né bellezza ma solo un vento che cancella e poi ritorna. * Io sono felice nell’estate forte senza respiro senza visione delle cose senza il tempo della fatica che chiede di essere onorata. Un fermo confine mostra la separazione per preparare la preghiera. Dio della voce ora calmaci calmaci e custodiscici dal vero nemico celato nelle parole. Potenza delle azioni che liberano e ci salvano: “non voglio essere amato voglio amare”. * Sei adesso quello che nessuno dice e non ricordi. Un baule di poesie sarà lanciato in un pozzo verso una luce contraria. Il viaggio è duro e finisce con un’asta appartenuti a carne trattenuta (neanche nostra). Ci attende un fallimento e le parole ci bruciano una mano le sotterra i versi anelano a una prosa chiara e limpida ma è ciò che chiamiamo "lotta dura e persa". Appartenere: solo questo ha senso solo a questo passaggio senza senso. * Io non voglio niente di tutto questo non voglio niente. Nella casa l’odore dei gatti e di una cena distante il cuore, è più forte ciò che preme. Ma occorre imparare che sono quello che non credono e non perdonano sono una mente sotterrata e palpitante.
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