Da “Le nespole e la canaglia”, Affinità elettive, 2018
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Negrieri
1.
B. chiude gli occhi e dorme invece di gridare,
scopre di essere
pigra invece di sperimentare
(legge poesie sentimentali).
B. respira con regolarità.
1.1.
B. è reticente, non parla ma non protegge
nessuno. D’altra
parte nessuno offre
garantisce la parola. Chi fa domande, lo fa
per dovere, visto che non si riesce a trasformare
le risposte in piacere (pubblico/politico).
B. ha ragione di essere reticente.
2.
La fabbrica è muta. La fabbrica è piccola e si trova
nell’entroterra. La fabbrica è piccola e diffusa.
A luglio nella
fabbrica sconosciuta c’è molto calore e molta
umidità. B. si sente sommersa, respira con difficoltà.
2.1.
I tempi della fabbrica sono interi, si recuperano
tutti i minuti
dell’intervallo. Il padrone stabilisce la produzione,
regola la velocità. B. per fortuna misura i ritmi
sulle chewing-gum e sulle sigarette. I rumori alti
impediscono le parole. La radio
locale scelta democraticamente è accesa e sforna
dance e
pubblicità spicciola. B. è ferma da tempo nello
stesso posto,
ha lo sguardo concentrato e ha imparato bene
i gesti necessari
(d’altra parte, se sai fare una cosa ti ci tengono).
Angelo Verdini vive a Palazzo d’Arcevia, in provincia di Ancona, dove è nato nel 1951. Per quanto riguarda la poesia, ha pubblicato: Ben ritrovata, terra (Arcevia, 1971), Poesie (Roma,1973), Mi diverto e m’arrabbio (Terni, 1977), Alibi e latitanze (Ancona,1985). Recentemente ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti Prula e gli altri (Ancona, 2018)