Ondoso fluttuare di risacca
esala di marine il profumo salmastro
e aleggia nel vento l’anelito del
tempo, ore comprese nel sole, nel fuoco
stellare e nel dissipar della luce
del buio notturno vertiginoso varco
verso l’altrove, universo dilatato
nell’erranza della coscienza. Siamo
fotoni, buchi neri, acqua che scorre, ortica
pungente, mirto inebriante, alterazione,
mutazione perenne, scivolando di continuo
nel qui ed ora sofferto e gioioso, lucido e
folle, amaro e sereno, vivido ed esangue
come un volo di farfalla dentro il
ventre della terra che genera e produce
e annichilisce nel buio scabroso
e nell’oro che riluce.
“tempo, ore comprese nel sole, nel fuoco
stellare e nel dissipar della luce”
è suggestiva pronuncia di un articolato componimento nel quale Stefania Negro contempla l’umana esistenza nel complesso divenire di un universo che, nonostante i grandi passi avanti compiuti dalla scienza, non ha certo perduto il carattere d’immenso, quanto intimo, enigma.
“Siamo
fotoni, buchi neri, acqua che scorre, ortica
pungente”
in “mutazione perenne”, in continuo, sempre rinnovato, movimento.
Questo tema, caro ai poeti, si arricchisce di tratti che a residui di gusto surrealista uniscono un’intensa carica evocativa perfettamente in grado, per via di precise ed efficaci immagini, di mostrare una condizione fonte di poetica meraviglia.
Mi riferisco, in particolare, a quel “volo di farfalla dentro il / ventre della terra”: qui un leggiadro e delicato dinamismo sembra svolgersi all’interno di un greve ammasso materico, ponendo in essere un contrasto in grado di suggerire come gli opposti possano convivere.
Non si tratta di mero talento provocatorio, bensì dell’evidente intento di raggiungere un significato ulteriore per via di lineamenti linguistici inusitati eppure poeticamente validi.
Non manca quella cadenza descrittiva, quell’indugiare su un cenno per poi passare senza soluzione di continuità a un altro, quel ritmo che sulla brevissima tregua e sulla subitanea ripresa fonda la sua peculiare musicalità, non manca, insomma, quella tendenza alla descrizione sinfonica che già in altre occasioni ho con piacere riscontrato nei versi di Stefania.
Stefania Negro è nata a Lecce dove vive e lavora.
Autrice di saggistica filosofica e letteraria, di poesia, narrativa e testi per sceneggiature.
Ha pubblicato la raccolta poetica dal titolo “Fili di luce compresi negli archi del divenire” presso Cierre Grafica nella collana Opera prima nel 2007
Nel gennaio 2009 ha pubblicato con Anterem il saggio “Erranze nel divenire” .
Edita sempre da Anterem è la seconda raccolta poetica dal titolo “La geometria della luce” , maggio 2009.
La terza raccolta poetica è “Risonanze” edita da Manni nel novembre 2010.
Collabora con riviste letterarie ( testi di poesia, narrativa e critica letteraria ).
Organizza inoltre eventi culturali ed è ideatrice con Simone Franco ( attore e regista) del progetto Multidisciplinary art.