L’Associazione Culturale Anterem bandisce la XVIII edizione del Premio di Poesia dedicato a Lorenzo Montano (Verona 1895 – Glion-sur-Montreux 1958), poeta, fondatore e redattore della rivista “La Ronda”. Il Premio porge ascolto alla voce di quei poeti che sono impegnati in una personale ricerca stilistica e di pensiero. È articolato in quattro sezioni e intende promuovere la conoscenza di forme espressive in cui sia evidente la coscienza del senso originario della parola poetica. La Giuria del Premio è composta dalla Redazione della rivista “Anterem”.
Modalità di partecipazione
Tutte le opere, sia edite che inedite, devono essere inviate in tre copie alla sede del Premio, in via Zorzi 9 – 37138 Verona, Italia, entro il 15 marzo 2004. Su ogni copia va riportata la nota biobibliografica del poeta con indirizzo e recapito telefonico.
Per informazioni: tel. 338-4628830 dalle ore 14 alle 15 e dalle ore 19 alle 20;
e-mail: premio.montano@anteremedizioni.it
Il Premio è riservato ai soci onorari dell’Associazione Culturale Anterem. La quota associativa è di € 27,00 – da versare sul c.c. postale 10583375 intestato ad Anterem, via San Giovanni in Valle 2, 37129 Verona, o con assegno bancario non trasferibile o con vaglia postale. Tale versamento dà diritto a partecipare a tutte le sezioni del Premio e a ricevere “Carte nel Vento”, Notiziario di Poesia prodotto da Anterem Edizioni e inviato per posta elettronica.
Copia del tagliando dell’avvenuta rimessa andrà allegata ai testi inviati.
L’esito del concorso sarà comunicato attraverso “Carte nel Vento” a tutti i partecipanti che avranno fornito un recapito e-mail.
Sarà inoltre reso noto nel giugno 2004 sui siti Internet del Premio:
www.comune.verona.it (v.p. Biblioteca Civica di Verona),
>www.cierrenet.it e
www.anterem.blunet.it
Verrà altresì pubblicizzato sulla stampa periodica nazionale e sulla rivista “Anterem”.
La cerimonia di premiazione sarà promossa dalla Biblioteca Civica di Verona in collaborazione con la Società Letteraria.
All’evento sarà dedicata un’intera giornata, nel corso della quale i poeti finalisti, segnalati e menzionati saranno invitati a leggere le proprie poesie. In tale occasione il compositore Francesco Bellomi, docente al Conservatorio di Milano e all’Università di Cremona, eseguirà musiche originali ispirate alle opere di ciascun vincitore.
Tutte le opere pervenute saranno conservate presso il Centro di Documentazione sulla Poesia Contemporanea “Lorenzo Montano” della Biblioteca Civica di Verona.
La Giuria del Premio è costituita dalla redazione della rivista “Anterem”.
La Giuria popolare è formata dai grandi lettori delle principali librerie di Verona, della Biblioteca Civica, della Società Letteraria, del Liceo Classico Scipione Maffei, dell’Università di Verona.
A iniziare da questa edizione sono inoltre coinvolti alcuni licei a orientamento classico e scientifico della Provincia di Verona.
La Giuria critica è costituita da alcuni tra i più noti critici e filosofi italiani. L’articolazione delle giurie è pubblicata per esteso sul bando.
Comitato Patrocinatore
Regione Veneto, Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona, Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, Biblioteca Civica di Verona, Università degli Studi di Verona, Società Letteraria di Verona.
Comitato Organizzatore
Associazione Culturale Anterem, Rivista di ricerca letteraria “Anterem”, in collaborazione con Liceo Classico Scipione Maffei di Verona, Università Popolare di Bussolengo, Verona Live, Veron@Quotidiano, FNAC e le librerie Giubbe Rosse, Prosivendola e Rinascita di Verona.
Comitato d’Onore
Stefano Agosti, Giuliano Gramigna, Claudio Magris, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto.
Comitato Scientifico
Alberto Battaggia, Francesco Butturini, Agostino Contò, Gian Paolo Marchi, Lorenzo Reggiani, Ennio Sandal.
Giuria del Premio
Paolo Badini, Giacomo Bergamini, Giorgio Bonacini, Davide Campi, Mara Cini, Flavio Ermini, Marco Furia, Marica Larocchi, Madison Morrison, Rosa Pierno, Ranieri Teti, Ida Travi.
Giuria Critica
Nello Ajello, Mario Artioli, Massimo Bacigalupo, Giusi Baldissone, Giorgio Barberi Squarotti, Remo Bodei, Luca Canali, Cesare Cases, Adriana Cavarero, Iain Chambers, Geraldina Colotti, Carla De Bellis, Tullio De Mauro, Cesare De Michelis, Bianca Maria d’Ippolito, Massimo Donà, Franco Ferrarotti, Alessandro Fo, Emerico Giachery, Silvia Giacomoni, Rubina Giorgi, Sergio Givone, Clemens-Carl Härle, Carla Locatelli, Franco Loi, Mario Lunetta, Mauro Maldonato, Giuliano Manacorda, Grazia Marchianò, Bruno Moroncini, Francesco Muzzioli, Antonio Pietropaoli, Franco Rella, Tiziano Salari, Vittorio Sgarbi, Giorgio Taborelli, Stefano Verdino, Vincenzo Vitiello.
“Una poesia inedita”
Giuria Critica
Mario Artioli, Paola Azzolini, Massimo Bacigalupo, Giusi Baldissone, Giorgio Barberi Squarotti, Remo Bodei, Francois Bruzzo, Anna Maria Carpi, Alberto Casadei, Iain Chambers, Anna Chiarloni, Geraldina Colotti, Domenico Antonio Conci, Antonio Curcetti, Carla De Bellis, Tullio De Mauro, Cesare De Michelis, Roberto Diodato, Bianca Maria D¹Ippolito, Massimo Donà, Enzo Espa, Edoardo Esposito, Franco Ferrarotti, Gio Ferri, Alessandro Fo, Marco Fraccaro, Daniele Gambarara, Emerico Giachery, Silvia Giacomoni, Rubina Giorgi, Sergio Givone, Clemens-Carl Haerle, Carla Locatelli, Giorgio Luzzi, Dario Maggi, Mauro Maldonato, Franco Manescalchi, Adriano Marchetti, Grazia Marchianò, Cesare Milanese, Giampiero Moretti, Bruno Moroncini, Francesco Muzzioli, Fiorangela Oneroso, Giorgio Patrizi, Daniele Maria Pegorari, Luigi Pestalozza, Antonio Pietropaoli, Franco Rella, Franco Riccio, Dario Sacchi, Tiziano Salari, Lucio Saviani, Carlo Sini, Sabrina Stroppa, Giorgio Taborelli, Gianni Turchetta, Stefano Verdino, Vincenzo Vitiello.
Raccolta inedita e
“Opere scelte - Regione Veneto”
Giuria del Premio
Paolo Badini, Giorgio Bonacini, Davide Campi, Mara Cini, Flavio Ermini, Marco Furia, Marica Larocchi, Madison Morrison, Rosa Pierno, Ranieri Teti, Sirio Tommasoli, Ida Travi.
“Opera edita - Provincia di Verona”
Giuria popolare
Lettori forti delle principali librerie di Verona, della Biblioteca Civica, della Società Letteraria, del Teatro Nuovo, dell¹Università popolare di Bussolengo (Vr), oltre che dagli studenti dei Licei classici Maffei di Verona e Cotta di Legnago (Vr) e del Liceo scientifico Medi di Villafranca (Vr).
Premio «Raccolta Inedita»
Al Premio si concorre con una raccolta inedita di poesie non inferiore a 200 versi.
Tra i lavori pervenuti, la Giuria del Premio sceglierà l’opera vincitrice, che sarà pubblicata nella collana “La ricerca letteraria” di Anterem Edizioni, con una riflessione critica di uno storico della letteratura.
Il volume sarà inviato a quotidiani, riviste, critici, biblioteche e università.
Premio «Opera Edita» Provincia di Verona
Al Premio si concorre con un volume di scritture poetiche pubblicato dopo il 1° gennaio 2001. La Giuria del Premio seleziona tre vincitori, ai quali l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona attribuirà la somma di € 500,00 ciascuno.
Grazie alla collaborazione del quotidiano “L’Arena”, una Giuria Popolare sceglierà tra questi poeti il supervincitore. La Giuria Popolare è formata dai grandi lettori delle principali librerie di Verona, della Biblioteca Civica di Verona, della Società Letteraria, del Liceo Classico Scipione Maffei di Verona.
Al supervincitore sarà attribuita dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona un’ulteriore somma di € 500,00.
Premio «Una Poesia Inedita»
Al Premio si concorre inviando una poesia inedita, che costituisca per l’autore un momento privilegiato nell’ambito della sua ricerca poetica: un testo che proprio nell’unicità trovi la sua ragione. All’autore sarà attribuita la somma di € 500,00.
Le poesie finaliste saranno designate dalla Giuria del Premio.
La poesia vincitrice sarà scelta da una Giuria Critica formata da storici della letteratura e dell’arte, filosofi e critici letterari.
Premio speciale della Giuria «Opere Scelte» Regione Veneto
Il riconoscimento è destinato dalla Giuria del Premio a un autore che abbia contribuito a spostare in avanti l’orizzonte espressivo della parola poetica nella contemporaneità.
Grazie alla partecipazione della Regione Veneto, allo scrittore sarà riconosciuta la pubblicazione, da parte di Anterem Edizioni, di una raccolta di testi, selezionati tra le sue opere edite e inedite.
Il lavoro antologico, introdotto da un’ampia riflessione critica e corredato da un’esauriente bibliografia, si configurerà come un vero e proprio profilo della ricerca letteraria dell’autore.
La Giuria del Premio Lorenzo Montano, composta da Direzione e Redazione della rivista “Anterem”, esaminate le opere pervenute, è giunta alle conclusioni di seguito indicate.
La premiazione
La premiazione avrà luogo a Verona il 30 ottobre 2004, durante una cerimonia pubblica promossa dalla Biblioteca Civica di Verona in collaborazione con la Società Letteraria. All’evento sarà dedicata un’intera giornata, nel corso della quale i poeti finalisti, segnalati e menzionati saranno invitati a leggere proprie poesie, con il preciso intento di dare vita così alla Prima Biennale di Poesia della Città di Verona.
In tale occasione il compositore Francesco Bellomi, docente al conservatorio di Milano e all’Università di Cremona, eseguirà musiche originali ispirate alle opere di ciascun vincitore.
PREMIO “OPERA EDITA” PROVINCIA DI VERONA
La Giuria del Premio si è dapprima soffermata sui seguenti autori: Paolo Aita, Maria Attanasio, Mariano Bàino, Diego Battaglia, Maria Angela Bedini, Canzio Bogarelli, Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Alberto Caramella, Carolina Carlone, Fabio Ciriachi, Luca Del Punta, Giarmando Dimarti, Roberto Fassina, Angelo Ferrante, Lucetta Frisa, Marco Giovenale, Paolo Guzzi, Mauro Macario, Marcello Marciani, Stefano Massari, Rossano Onano, Gabriele Pepe, Luisa Pianzola, Salvatore Risuglia, Leonardo Rosa, Enrica Salvaneschi, Albarosa Sisca, Italo Testa.
Questi sono i finalisti selezionati: Paolo Aita (Estratti dal buio, Casta Diva), Maria Attanasio (Amnesia del movimento delle nuvole, La Vita Felice), Mariano Bàino (Sparigli marsigliesi, Edizioni d’If), Maria Angela Bedini (La lingua di Dio, Einaudi), Franco Buffoni (Lager, Edizioni d’If), Maria Grazia Calandrone (La scimmia randagia, Crocetti), Angelo Ferrante (Senso del tempo, Book), Marco Giovenale (Il segno meno, Manni), Paolo Guzzi (Verbatim, Campanotto), Mauro Macario (Il destino di essere altrove, Campanotto), Leonardo Rosa (Apparition du silence, L’Amourier), Enrica Salvaneschi (In vano, Marsilio), Italo Testa (Gli aspri inganni, Lietocolle).
La Giuria del Premio ha designato tre vincitrici: Maria Attanasio, Maria Angela Bedini, Enrica Salvaneschi. Alle tre poetesse l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona assegna la somma di Euro 500,00 ciascuna.
Grazie alla collaborazione del quotidiano “L’Arena”, una Giuria popolare sceglierà tra queste poetesse la supervincitrice. La Giuria popolare è formata dai grandi lettori delle principali librerie di Verona, della Biblioteca Civica di Verona, della Società Letteraria, del Liceo Classico “Maffei” di Verona e “Cotta” di Legnago (Vr), del Liceo Scientifico “Medi” di Villafranca (Vr).
Alla supervincitrice sarà attribuita dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona un’ulteriore somma di Euro 500,00.
PREMIO “RACCOLTA INEDITA”
La Giuria del Premio si è dapprima soffermata sui seguenti autori: Primerio Bellomo, Sergio Beltramo, Ferruccio But, Simone Cangelosi, Lorenzo Carlucci, Chiara Cavagna, Patrizia Cimini, Roberto Cogo, Mauro Comba, Carlo Dentali, Fabia Ghenzovic, Gianluca Giachery, Andrea Gigli, Michele Lalla, Emanuela Mariotto, Giulio Marzaioli, Alessandra Mattei, Stefania Negro, Carla Paolini, Giovanni Parrini, Matteo Pazzi, Daniela Piazza, Giuseppina Rando, Jacopo Ricciardi, Luciana Rogozinsky, Maurizio Solimine, Liliana Ugolini, Gianmaria Vallese, Roberto Voller, Maria Grazia Zamparini, Luca Zoppi.
I finalisti selezionati sono: Cavagna, Giachery, Gigli, Mariotto, Marzaioli, Paolini, Rando, Ricciardi, Voller.
Tra le opere da loro presentate, la Giuria ha premiato Colosseo di Jacopo Ricciardi. L’opera sarà pubblicata nella collezione “La ricerca letteraria” di Anterem Edizioni con nota critica di Stefano Guglielmin.
PREMIO “UNA POESIA INEDITA”
La Giuria del Premio si è dapprima soffermata sui seguenti autori: Joseph Barnato, Gaetano Ciao, Marcella Corsi, Massimo Cracco, Gianluca D’Andrea, Adriano De Luna, Alceo De Sanctis, Paolo Ferrari, Maddalena Gabaldo, Ferdinando Grossetti, Ermanno Guantini, Renato Job, Piera Legnaghi, Oronzo Liuzzi, Alessandra Maroccolo, Riccardo Martelli, Francesca Monnetti, Emidio Montini, Meeten Nasr, Marco Ortenzi, Bruno Pettene, Claudia Pozzana, Ottavio Rossani, Massimo Sannelli, Monique Sartor, Fausta Squatriti, Liliana Tedeschi, Giorgio Terrone, Ferdinando Tricarico, Giovanna Zoboli, Silvia Zoico.
I finalisti selezionati sono: Guantini, Job, Liuzzi, Montini, Pozzana, Rossani, Sannelli, Squatriti, Zoboli, Zoico.
Tra i testi poetici da loro presentati, una Giuria formata da 80 critici letterari, filiosofi, storici della letteratura, dell’arte e della musica, designerà la poesia vincitrice. All’autore sarà attribuita la somma di Euro 500,00.
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA “OPERE SCELTE” REGIONE VENETO
Il riconoscimento è destinato dalla Giuria del Premio ad Alfredo Giuliani, un autore che ha contribuito a spostare in avanti l’orizzonte espressivo della parola poetica, proiettandola verso il continuo rimando, spingendola dentro il diverso da sé, senza mai definirla e cristallizzarla in un centro di senso stabilito per sempre. Grazie alla partecipazione della Regione Veneto, all’autore viene riconosciuta la pubblicazione, nella collana “Itinera” di Anterem Edizioni, della raccolta di testi in poesia, selezionati tra le sue pubblicazioni, Furia serena. Opere scelte. Il lavoro antologico, accompagnato da riflessioni critiche di Ugo Perolino, si configura come un significativo profilo della poetica dell’autore, un’antologia personale che, ripercorrendo un lungo cammino di ricerca, rivela con determinazione il carattere antitotalitario e antiidolatrico della lingua poetica e delle sue parole.
Vincitori delle precedenti edizioni
Autori
Luigi Ballerini, Giorgio Bonacini, Nanni Cagnone, Paola Campanile, Mauro Caselli, Franco Cavallo, Marco Ceriani, Mara Cini, Osvaldo Coluccino, Federico Condello, Michelangelo Coviello, Bruno De Rosa, Gabriele Frasca, Giovanna Frene, Vito Giuliana, Enzo Golino, Cesare Greppi, Stefano Guglielmin, Anna Malfaiera, Francesco Marotta, Nanni Menetti, Giuliano Mesa, Mario Moroni, Magdalo Mussio, Giulia Niccolai, Cosimo Ortesta, Camillo Pennati, Marina Pizzi, Mario Ramous, Antonio Rossi, Roberto Rossi Precerutti, Michele Ranchetti, Cesare Ruffato, Tiziano Salari, Giovanna Sandri, Lucia Sollazzo, Paola Zallio
Editori: Book, Crocetti, Einaudi, Garzanti, Lietocollelibri, Manni, Marsilio, Niebo, Scheiwiller
Poeti menzionati
“Opera edita”
Maria Alloisio, Gilberto Antonioli, Mario Benatti, Giovanni Bollini, Paolo Cagnetta, Gaetano Carbutti, Luciano Ferrari, Carlo Ferrucci, Adelio Fusè, Lucia Gaddo Zanovello, Danilo Mandolini, Claudio Michelazzi, Fausto M. Pico, Francesco Piemonte, Domenico Settevendemie.
“Raccolta inedita”
Vitina Calandrino, Luigi Emanuele D’Isernia, Paolo Donini, Bruno Galluccio, Gennaro Grieco, Giuseppe Lardone, Olindo Malvisi, Francesca Noceti, Angelo Pini, Alessandro Pugno, Luca Rizzatello, Serena Savini, Marco Zulberti.
“Una poesia inedita”
Valentina Albi, Ezio Campese, Stefano Cappelletti, Emanuela Carbè, Stefania Crema, Massimo Di Caro, Roberto Fabris, Diego Fantin, Silvia Marzano, Paolo Pucciarelli, Paolo Rodriguez, Antonietta Tafuri, Ivana Tanzi, Oscar Tison, Teresa Tosi, David Wilkinson.
(Immagini della manifestazione)
(Musice di Francesco Bellomi dedicate ai vincitori della manifestazione)
Premio speciale della Giuria “Opere scelte” Regione Veneto
Il riconoscimento è destinato dalla Giuria del Premio ad Alfredo Giuliani, un autore che ha contribuito a spostare in avanti l’orizzonte espressivo della parola poetica, proiettandola verso il continuo rimando, spingendola dentro il diverso da sé, senza mai definirla e cristallizzarla in un centro di senso stabilito per sempre. Grazie alla partecipazione della Regione Veneto, all’autore viene riconosciuta l’edizione, nella collana “Itinera” di Anterem Edizioni, della raccolta di testi in poesia, selezionati tra le sue pubblicazioni, Furia serena. Opere scelte. Il lavoro antologico, accompagnato da riflessioni critiche di Ugo Perolino, si configura come un significativo profilo della poetica dell’autore, un’antologia personale che, ripercorrendo un lungo cammino di ricerca, rivela con determinazione il carattere antitotalitario e antiidolatrico della lingua poetica e delle sue parole.
Ecco qualche riga tratta dalla postfazione di Perolino
«La furia serena che dà il titolo alla raccolta identifica un orizzonte circoscritto («stringendo l´orizzonte mi conforto»), quotidiano e familiare, che oppone la calma visione dei segni e dell’esistere alle illusioni di un altrove indeterminato («... guardare oltre la siepe / di là dalla collina seguire il pensiero / che il mondo va in rovina»).
Nella sua ultima maniera, da Ebbrezza di placamenti fino alle Partiture, su una base lessicale di pregiata rarefazione lirica Giuliani ha intessuto un nuovo linguaggio poetico, meditante e insieme descrittivo, ostile ad ogni compiacimento di memoria («cresciuto tra spine e nodi nella lunga infanzia / sciogliendoli in segreto»). La pura, impersonale presenza degli oggetti del mondo vi è stata registrata nei suoi minimi trasalimenti («In prima vista il limone forte sparuto...»), fissando la poesia alla relazione che lega il linguaggio e la morte («Segno non trova fondamento è ciò che fa»). Per questo Giuliani non si stanca di esercitare tutte le figure stilistiche della contraddizione, nel tentativo di sciogliere nel ritmo premonitore della scrittura le irresolubili antinomie del pensiero.»
Esito del Premio “Raccolta inedita”
Vincitore di questa sezione è Jacopo Ricciardi con l’opera Colosseo. La raccolta viene pubblicata nella collezione “La ricerca letteraria” di Anterem Edizioni con nota critica di Stefano Guglielmin.
Ecco qualche riga tratta dalla postfazione di Guglielmin
«Attraverso la “forma magnetica e densa” di una scrittura proteiforme e fortemente immaginativa, tesa ad arginare l’io e il mondo in un abbraccio placentario, Colosseo mette in scena la metamorfosi stessa, quel mutare incessante della totalità che disorienta il tempo della successione, quell’abisso senza fondo e apice dal quale la grecità fece nascere Gea, madre di tutte le cose. Sul vorticare operoso del Chaos Ricciardi poggia invece il bulbo oculare, nel tentativo sovrumano di immedesimarsi con esso tramite la forza dello sguardo, che in tal modo s’amplifica a dismisura diventando, nel medesimo tratto, io e mondo: “... solo l’occhio esiste lo sguardo sono io prodotto / dall’occhio ... tutto è occhio e tutto è / tutto” e “io sono il mondo che mi tocca”.»
Esito del Premio “Opera edita” Provincia di Verona
La Giuria del Premio ha designato tre vincitrici: Maria Attanasio, Maria Angela Bedini, Enrica Salvaneschi. Alle tre poetesse l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona assegna la somma di Euro 500,00 ciascuna.
Grazie alla collaborazione del quotidiano “L’Arena”, una Giuria popolare ha scelto tra queste poetesse la supervincitrice: Maria Angela Bedini. La Giuria popolare è formata dai grandi lettori delle principali librerie di Verona, della Biblioteca Civica di Verona, della Società Letteraria, del Liceo Classico “Maffei” di Verona e “Cotta” di Legnago (Vr), del Liceo Scientifico “Medi” di Villafranca (Vr).
Alla supervincitrice sarà attribuita dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona un’ulteriore somma di Euro 500,00.
Ecco qualche nota di Flavio Ermini sulle opere delle tre vincitrici.
Maria Attanasio, Amnesia del movimento delle nuvole, La Vita Felice, Milano 2003, pp. 112, Euro 8,00.
Il soggetto può andare incontro alla realtà per classificarla, per registrarla. Oppure può – da questo incontro – risultare lui stesso trasformato, o addirittura schiacciato. Due posizioni estremamente sbilanciate. E, direi, entrambe pericolose.
In questo libro, invece, Maria Attanasio ci mostra come il soggetto e la realtà si possano rivelare quali estremi che tra loro si richiamano. Tanto da potersi incontrare su una linea di confine che pagina dopo pagina potrà diventare anche soglia.
Questo equilibrio faticosamente raggiunto rappresenta la via che conduce alla conoscenza.
I termini di differenza tra soggetto e realtà si mantengono sospesi su quella linea (tra il confine e la soglia) che li separa e contemporaneamente li unisce. Tale linea consente di passare da un ordine all’altro, da un punto di vista all’altro. In un movimento verso le ombre che inevitabilmente accompagnano ogni pensiero. (fe)
Maria Angela Bedini, La lingua di Dio, Einaudi, Torino 2003, pp. 148, Euro 12,00
Nella raccolta La lingua di Dio, Maria Angela Bedini si affida a un alfabeto che non ha uguali: l’alfabeto della prima nominazione. Si tratta per l’esattezza di quell’alfabeto che mette fine al tempo notturno (quello che precede la nascita) per dare libero passaggio al tempo solare (quello che ci accoglie nel mondo).
Qui la parola dice la sua natura di corpo apparentemente vittorioso sul silenzio dell’inizio, della nascita. Questa parola non poggia sulla soglia della nascita, ma viene avanti. Esce. Cerca l’aria e un suono che la tolgano dallo smarrimento. E vuole essere interrogata.
Nell’indeterminabile sta il seme primario di questa inquieta e inappagabile parola. In ogni stazione del suo viaggio conserva e custodisce ciò che il comune vedere non sopporta: l’estasi connessa all’amore e alla religione, la spaziatura che separa il desiderio dal compimento.
Nel fare poesia Maria Angela Bedini fa esattamente così: si pone di fronte al mondo come se fosse la prima volta e lo nomina come se nessuno l’avesse mai nominato. Ripercorre in questo modo la grande poesia della nostra tradizione. (fe)
Enrica Salvaneschi, In vano, Marsilio, Venezia 2004, pp. 136, Euro 11,50
Il libro In vano di Enrica Salvaneschi è dedicato esplicitamente al deserto. Un deserto inteso come specchio del proprio corpo e della propria anima. Infatti, andare verso il deserto, ci dice l’autrice, significa trovare uno specchio. E, nello specchio, la propria immagine riflessa.
Inoltrandosi nel deserto, infatti, il soggetto che voleva incontrare l’altro – un soggetto diverso da sé – incontra ancora se stesso.
Se non era previsto, questo incontro sconcerta.
Se si andava cercando una soluzione, si trova invece un problema.
Andando verso il deserto, e guardando se stesso all’interno di uno specchio, il soggetto può potenziare la sua conoscenza o sminuirla. Il soggetto viene a trovarsi in tal modo su un pendolo che può toccare, rispettivamente, lo smembramento oppure la paura.
Smembramento perché il soggetto è spinto a inseguire richiami che si moltiplicano all’infinito, e che portano a un numero imprevedibile di soluzioni. (Da qui il “potenziamento” di cui prima si diceva.)
Paura di che cosa? Di aver incontrato se stesso e di dover aprire un conto con i propri limiti, con la propria finitezza. (fe)
Esito del Premio “Una poesia inedita”
Giuria formata da 80 critici letterari, filosofi, storici della letteratura, dell’arte e della musica, ha designato la poesia vincitrice: è di Renato Job. All’autore sarà attribuita la somma di Euro 500,00.
SQUALI
di Renato Job
Sono documentate molte cose,
tra le più disparate, una nidiata
di gattini, strumenti musicali,
stoviglie, stetoscopi, targhe d’auto,
fossili di ambra e silice, proiettili
di armi da guerra e di armi mai forgiate,
vaganti come ghiaccio di comete…
Di tutto troverete, anche le nuvole
che passano, e la vostra stessa fame.
Di tutto troverete nello stomaco
degli squali. Anche i compiti di Eugenia
e i suoi sacchetti di plastica pieni
di cianfrusaglie, e i miei libri, e i bambini
che non ho osato far nascere, e il poco
che rimane di noi e non potremo
per molto tempo difendere ancora.
Di tutto troverete, anche la morte,
come tutte le morti dolorosa,
degli squali.
Ecco una nota riflessiva di Flavio Ermini sulla poesia.
Tutto ciò che esiste nel mondo rivelato possiede al suo interno una forza viva. Eppure, niente può impedirci di comprendere che l’annullamento è il solo possibile esito di ogni esistenza: né la consapevolezza che la vita è potenza (“di tutto troverete nello stomaco degli squali”); né la comunione stessa con coloro che sono ricettacolo di energia (“gli squali”, vere e proprie figure del pensiero).
Segue questo percorso di formazione la poesia di Renato Job.
Squali enumera elementi della vita, tra cui molte cose concrete e qualche stato d’animo, per poi confrontarsi con la loro sparizione, con la morte.
Lo sguardo del poeta vede anche le figure del pensiero (“gli squali”) dolorosamente annegare, quelle figure del pensiero che hanno cercato di farsi custodi di sapere; che “documentano” il finito e poi più nulla.
Questo ricorda Job:
Che la morte sia inevitabile e ci costituisca è un’evidenza prima; non ha bisogno di dimostrazione. Più difficile, aggiunge Job, è credere che l’immortalità, anche solo del pensiero, sia un’illusione che la luce del vero dissolve. La fine prevede “anche la morte, / come tutte le morti dolorosa, / degli squali”.
Noi siamo eterni solo nella nostra fugace apparizione su questa Terra.
Esattamente come le nostre idee, siamo eterni solo nella nostra bellezza mortale. Ricordiamo a questo proposito quanto scrive Leopardi nella penultima pagina (4525) dello Zibaldone: «Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai: l’una di non saper nulla, l’altra di non esser nulla. Aggiungi la terza, che ha molta dipendenza dalla seconda: di non aver nulla da sperare dopo la morte». (fe)
“Opere scelte - Regione Veneto”
Alfredo Giuliani da Furia Serena, Anterem edizioni
A FAVORE DELLA MIA POLITICA O ARTE: FURIA SERENA
Dondolando appena la sedia ergonomica rilassare la schiena guardare oltre la siepe di là dalla collina seguire il pensiero che il mondo va in rovina
Finché non scende la sera il tavolo di lavoro in linea con la portafinestra sul giardino è osservatorio del visibile contorno consueto stringendo l¹orizzonte mi conforto. In prima vista il limone forte sparuto nel suo accudito vasone decenni ha vissuto quasi ammazzato una notte dal peso della neve ancora dà frutti A due passi dal muretto di cinta la giovane mimosa agita le fronde pazzerelle a ogni moto dell'aria buffo o turbinìo allegre di tutti i ritmi si abbandonano lente o danzano sfrenate le capoccelle.
Mi sento disperoso ahi me ne dolgo col buonumore antico cresciuto tra spine e nodi nella lunga infanzia sciogliendoli in segreto però non velando gli occhi suppongo disdicevoli ghignando rispettoso ribelle di cervello sempre sottraendomi e osando come chiedeva la sorte ho fatto a modo mio.
“Opera edita - Provincia di Verona”
Maria Attanasio da Amnesia del movimento delle nuvole, La vita felice
Una frazione di non coincidenza, tela di ragno, astro, tra la mia vita e il tuo millennio le buie armate della mezzanotte sfaldano la città e le sue luci lo stacco della mente il taglio netto tra la pace e la guerra il profilo della città sull'altura infinitamente nero.
Maria Angela Bedini da La lingua di Dio, Einaudi
(...) così comincia stendendo la carta sopra la burrasca delle dita e si sventra sulla pozza del bianco chiama ancora gennaio gli uncini della porta la foglia franata nelle braccia raccogli sulle tempie questa luce fanne un fianco per la guerra un¹ira delle mani per i calpestati io scuoto le vene dell¹inchiostro dico risveglia il ladro che vide il suo nome e lo salvò non per la terra inerme ma per le ossa che enumera le pianure del mare e la fiera verde del foglio e ne è perso
Enrica Salvaneschi da In vano, Marsilio
(...) “addio, culla dell'io, madre-patria e madrepora geniale; odio amoroso e dolo, amore dio; oasi, osanna prova del delitto che talora ti trova e si rinnova, si fa scopo di fiamma senza dopo - cerea chimera e cera di chimera: come la rosa morta è stata rosa - cosa, così il mio buio è stato un giorno fuoco - poco, ed il mio bene troppo - troppo poco, martirio e matricidio surreale; arte deserta, solitudo sola”.
A te, deserto, rendo la parola.
“Una poesia inedita”
Renato Job Squali
Sono documentate molte cose, tra le più disparate, una nidiata di gattini, strumenti musicali, stoviglie, stetoscopi, targhe d¹auto, fossili di ambra e silice, proiettili di armi da guerra e di armi mai forgiate, vaganti come ghiaccio di comete... Di tutto troverete, anche le nuvole che passano, e la vostra stessa fame. Di tutto troverete nello stomaco degli squali. Anche i compiti di Eugenia e i suoi sacchetti di plastica pieni di cianfrusaglie, e i miei libri, e i bambini che non ho osato far nascere, e il poco che rimane di noi e non potremo per molto tempo difendere ancora. Di tutto troverete, anche la morte, come tutte le morti dolorosa, degli squali.
“Raccolta inedita”
Jacopo Ricciardi da Colosseo, Anterem edizioni
nevica il pensiero se io sto nella neve se nevica prossima al volto come a un vegetale dove la mandibola è questa parola rimasta nella neve accumulata sul foglio alla base in un cumulo montato nativo alla nascita nel nulla spiegato tra un fiocco oscuro tra i fiocchi energia della pupilla cui una punta staccatasi cade nel lago e lo rende iride bruna.