È martellante l’interrogare di Mario Pezzella sul secolo da poco trascorso.
È un lavoro di interpretazione e di confronto con le grandi ideologie e i drammi del Novecento.
È un collocarsi su una soglia che registra la dissoluzione di tante certezze.
C’è un’impressione di quiete in questi testi ed è resa spesso con l’impressione di un movimento, che orienta la parola poetica sul dettaglio.
Nel poema vi è l’impeto di una lingua liberatrice, trasparente, simbolo della verità, verso la quale il linguaggio del poeta naviga senza affanno;
seguendo il soffio vitale di ciò che era nascosto e ora – all’inizio di un nuovo secolo – si va facendo trasparente.
La poesia di Pezzella si situa in quel punto in cui si incrociano linee temporali di sensibilità entrate in risonanza l’una con l’altra.
Il Secolo è finito
Era buia
era vera
trasparenza di sangue
una sezione di menti
su vene scoperte
atridi funesti giullari sovrani
chi resisteva,
nel buio
nel vero.
Dalla sezione II. Padre
Moneta rovente –
scambio di viatico in bocca
di padre in morto
di figlio in madre
ciondolante capitale invariabile.
***
Di padre in figlio
il nome dell’assassino
si tramanda saldo
c’indebita l’Oscuro
tu stai;
nell’oscuro pulsare,
nell’alone di tempo.
Dalla sezione III. Frasario
***
Il tuo solofono8
suona – dicevi –
per tutta la notte
nella stanza in disparte,
non senti il murmure di voci
insorgere
in giardini lontani.
La tua voce
dialoga gli Oscuri
tra le nubi di Bor.
8 Le nubi di Bor è un quadro di Klee.
Mario Pezzella si laurea a Pisa nel 1973 con una tesi sul pensiero di Walter Benjamin. Presso la Scuola Normale Superiore diviene ricercatore di ruolo, e lo rimane fino al 2014, anno in cui la sua mediocre fortuna accademica lo induce a dimissioni anticipate. Nel 1979-1980 ha collaborato a un seminario di Jacques Derrida presso l’Ecole Normale di Parigi. Ha conseguito con la tutela di Louis Marin il Doctorat de Troisième Cycle en Philosophie nel 1984, preso l’EHESS di Parigi e il DEA in Réalisation cinématographique seguendo i corsi diretti dal documentarista Jean Rouch a Nanterre. Ha insegnato Estetica ed Estetica del cinema, con affidamenti annuali provvisori, in diverse università italiane. Ha tenuto, su invito, un seminario presso l’EHESS di Parigi, in collaborazione con il Prof. Eric Michaud. E’ attualmente redattore della rivista Il Ponte, di Altra parola e collabora col Centro per la riforma dello Stato nella sede di Firenze.
OPERE PRINCIPALI