La cultura è l’oggetto delle evoluzioni linguistiche di Severi, il quale prova sulla propria pelle abiti altrui tramite, appunto, linguistico travestimento. Retorica domanda quella che l’autore affida al lettore: “seminagione / sillabe di diserzione // filano segni di alba, non di croce / divinas // litteras in vulgi linguam transfusas / sapere // è sangue nelle arterie / è prima voce?”. Tutto si consuma nella materia linguistica, ma anche prende vita nuovamente rilanciando, poiché la lingua è terreno esperienziale, ove persino la mistica trova il terreno più adeguato per i suoi esercizi. I due poemetti, il primo su Ferdinando Tartaglia, il secondo su Angela da Foligno, si intrecciano con la storia delle vittime del Petrolchimico di Porto Marghera e con elementi prelevati a viva forza dalla contemporaneità. La pagina diviene un terreno di coltura e di raffinamento, dove il solo prodursi della scrittura estrinseca un pensiero riflessivo di raffinato pondo. E’ la scrittura l’orizzonte a cui guardare e il suolo da percorrere, in un’evidente presa di posizione da parte dell’autore su quale sia il ruolo da assegnarle contro un senso che le pre-esisterebbe. Scrittura che vale anche come rilettura dell’esperienza altrui: il vistoso scarto tra lo stile di Tartaglia e quello di Severi, ad esempio, vale come differenza esistenziale, come prova della diversità individuale. In fondo, il commento stesso riceve qui una motivazione carnale ci verrebbe da dire!
Sulle pagine di Luigi Severi ritroveremo punti in cui la scrittura cerca distanza dall’esperienza diretta e altri dove vuole prenderla invece in carico a testimonianza dell’effettiva consistenza dell’esercizio scritturale, che è anche esercizio pragmatico, non solo mentale. Forniamo un esempio di come, a nostro avviso, la scrittura di Severi riscriva il testo di Tartaglia in altra forma: “ ma cercare di rendere / ma tornare in unione / ma cercarti nei muri”. E un esempio di come la via mistica di Angela da Foligno (e si sa quanto la scrittura mistica sia un paradosso) viene qui coptata da elementi che inseriscono la contemporaneità con estrema naturalezza nel rovello interiore: “c’è anche il fatto della favola preferita / del colpo di telefono a quell’ora precisa / del regalo mandato per posta”. Naturalmente non c’è un esito salvifico, una risposta che saturi il rovello, il dubbio, la ricerca sul linguaggio e, del tutto coerentemente, Severi si mantiene sul medesimo periglioso crinale. (r. p.)
dalla sezione I. Primi esercizi spirituali
Di geometrie ulteriori
(Tartaglia matematico)
Tartaglia celebre matematico
inciampato in te stesso e nella maglia
della tua prima infanzia, l’ansia
di ogni accento selvatico, di ogni ferita
avrà una sua ratione calchulabile,
un suo pregio geometrico / tracciabile
e poi questa fatica
di instabile, di cenobita
satanico a tentare i nessi angelici
(tra le algebre di un conto a una candela)
la sinfonia ronzante dei pianeti, l’odore
di bruciato dopo il colpo
Conclusioni provvisorie
(di veglia)
I
In ascolto assoluto,
stasi di quercia arcaica
di radici traverse, a fondo
di un’ultima terra, a legno nudo.
Non per la maestà della scomunica
ma per ogni dolore inefficiente
ogni sudore di convalescente,
capillare sommerso della storia
(per grumo nella gola
per tutti i libri letti
per ogni voce minima
ogni battito di non-memoria
II
Scrivere migliaia di pagine
che nessuno leggerà mai
sanguinare parole
cicatrizzate sole
è già una prima
definizione
Conclusioni provvisorie
(nel sonno)
I
alla sconfitta inferta
fino alle sale nere
delle voci più fragili
straniere
la certezza dei pochi
che hanno bronchi impeccabili
il dovere dei molti
la maceri
ma la tavola algebrica
sotto i colpi più logora
la mia rabbia più dura
prosciuga
II
il talento dei muti
il passo degli inabili
il silenzio degli esuli
imparare a difendere
ma cercare di rendere
ma tornare in unione
ma cercarti nei muri
manomessi, implorarti
(non ho altra ragione
che attendere
Luigi Severi è nato a Roma nel 1972. Ha scritto saggi sulla letteratura rinascimentale e sulla letteratura novecentesca. Suoi versi e racconti sono apparsi in diverse sedi cartacee e telematiche.
Nel 2006 è uscito il suo primo libro di poesia, Terza persona (ed. Atelier).